Quello di addetto alle vendite è un mestiere che non può essere improvvisato, né si può svolgere con approssimazione. È fondamentale studiare da professionisti. Scopriamo come!

Leader si nasce o si diventa?

Questa domanda è fra le più presenti nei miei corsi. La propensione ad avere relazioni con le persone è sì importante ma non basta. A cosa serve se tu ti reputi bravissimo e, invece,  i clienti o i collaboratori non te lo riconoscono? 

C’è una componente che si nota subito, sei curioso di sapere qual è? Continua a leggere.

Il mestiere di addetto vendite

Ti consiglio di farti due domande:

  • “Mi sono creato i giusti pilastri di comunicazione?”
  • “Ho una solida struttura professionale, una preparazione completa, per garantire valore ai clienti?”

Voglio citare un genio, Leonardo da Vinci, che diceva “Quelli che si innamorano di pratica senza scienza sono come il nocchiere che entra in un naviglio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove di vada. Sempre la pratica deve essere edificata sopra la buona teoria”.

Avere la capacità di parlare con le persone (che non vuol dire comunicare…), o la capacità di collaborare con i colleghi non significa essere leader. O dei grandi addetti vendite. È fondamentale avere anche una grande preparazione per questo lavoro. E anche questo non basta. C’è una componente che si nota subito, come ho scritto prima: se vuoi bene ai tuoi clienti, se hai il piacere di servirli, di aiutarli a trovare le migliori soluzioni a quello che ti chiedono, come se fossero le persone a te più care, loro lo notano. E ti riconoscono che sei un numero 1.

E allora come essere un addetto vendite migliore? Vediamo cosa serve e come fare per distinguersi dalla massa dei commessi qualunque.

Commesso qualunque e addetto vendite migliore

Quello di addetto vendite è un mestiere che non può essere improvvisato. Ne ho già parlato nel precedente articolo. Spesso si sceglie il lavoro di addetto vendite perché non si hanno altre strade. Si decide di intraprendere questa attività senza pensare che è un mestiere con la M maiuscola. Infatti è fondamentale studiare da addetto vendite, prepararsi, come fa ogni professionista che si rispetti. Chi decide di essere un chirurgo nella vita, non fa prima le prove in sala operatoria. Studia tanto, fa gli esami, si laurea, poi si specializza, fa un tirocinio e un concorso per iniziare ad operare. L’aggiornamento deve poi essere continuo, per non rischiare di essere un chirurgo “obsoleto”. Nella vendita tutto questo percorso non esiste e non ci sono obblighi, ma di sicuro c’è qualcosa a cui non hai mai pensato.

Essere un esperto consulente che si dedica al cliente

Da subito, in attesa di ricevere tante altre “pillole” formative da me, puoi avere ancor più attenzioni verso il cliente, puoi agire da consulente ed evitare di essere un commesso qualunque. Devi diventare l’esperto a cui la clientela ha il piacere di affidarsi. Non a caso vendere viene dal latino “venum dare” cioè dare valore. Occuparsi del cliente, prendersi cura di lui, consigliarlo significa non giudicarlo. Devi servirlo, coccolarlo, deliziarlo. Se ne sa più di te, la partita è persa già in partenza. Questo cosa significa? Che un imprenditore ha imparato con il tempo a chiedersi: “Quali risultati potrò ottenere grazie all’addetto vendite che assumo?”. In questo sta la differenza tra addetto vendite e commesso qualunque.

Addetto vendite migliore: cultura del lavoro, squadra, qualità

Quali sono allora le caratteristiche che un addetto vendite deve avere? Nel mio manuale “Addetto Vendite Migliore: Si Può!” parlo approfonditamente del tema. Ma nel frattempo voglio spiegarti alcuni aspetti che rappresentano le fondamenta dell’addetto vendite e la differenza con un commesso qualunque. 

Iniziamo dal concetto di cultura del lavoro. Vuol dire che non è possibile portare in azienda i propri difetti di fabbricazione, perché l’azienda non li ha acquistati. C’è chi crede che “sono fatto così punto e basta, gli altri mi devono accettare per come son fatto, ahhh”. Pensano che debbano essere tollerati maleducazione, carattere difficile, pessime abitudini di vita, pettegolezzo, comunicazione inefficace, incapacità di fare squadra, di collaborare… Scherziamo?!? Un negozio è come una squadra. Vince insieme e perde insieme. Anche la responsabilità è collettiva. Ogni addetto vendita ha il diritto e il dovere di interessarsi agli altri colleghi per aiutarli a fare sempre meglio. La cultura del team prevede che l’addetto vendita migliore condivida il suo Know-how. Ultimo aspetto che voglio analizzare qui con te, tra i tanti che trovi nel mio manuale, è quello della qualità con cui si lavora. Non è solo il tempo che trascorri in negozio ciò che conta ma la qualità dello stesso. Per essere definito un vero e proprio professionista non devono esserci zone d’ombra.

Segui questi consigli e prosegui sulla buona strada per diventare un addetto vendite migliore. Nel prossimo articolo ti parlerò di comunicazione consapevole.

Ciao

Mariano.

Venditori si nasce o si diventa? Scopriamo come essere un addetto vendite migliore!
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